Cambogia: un’AI compassionevole ispirata al Buddhismo
Un modello pionieristico: nel Regno Khmer l’intelligenza artificiale si sviluppa ispirandosi ai principi del Buddhismo, tra compassione, inclusione e responsabilità sociale.
Un modello pionieristico: nel Regno Khmer l’intelligenza artificiale si sviluppa ispirandosi ai principi del Buddhismo, tra compassione, inclusione e responsabilità sociale.
La Cambogia sta sviluppando una strategia nazionale sull’intelligenza artificiale che unisce innovazione tecnologica e valori spirituali. In un contesto globale dominato da logiche di efficienza e profitto, il Regno Khmer propone un modello alternativo: un’AI fondata su principi buddhisti come la compassione, la saggezza e la non violenza.
Attraverso la nuova strategia nazionale sull’intelligenza artificiale, il Regno Khmer promuove un’innovazione inclusiva, etica e umanocentrica. Il progetto di punta, “Community of Practice on AI” (COPAI), coinvolge istituzioni, accademia, imprese e cittadini nella co-creazione di politiche tecnologiche. L’obiettivo è chiaro: l’AI non deve solo generare profitto, ma alleviare la sofferenza e promuovere equità e coesione sociale.
Il Buddhismo come bussola etica per l’innovazione
Nel Paese dove la tradizione buddhista è radicata, l’AI si sviluppa secondo i principi di karuṇā (compassione), mettā (gentilezza amorevole) e ahiṃsā (non violenza). Il Centro per l’Etica Buddhista dell’AI, fondato presso la CamTech University, lavora per formare sviluppatori consapevoli e responsabili, ponendo interrogativi etici profondi: può una macchina creare karma? No, ma chi la progetta sì.
“La nostra strategia mira a garantire che l’AI sia utilizzata in modo responsabile, promuovendo l’inclusione e il benessere collettivo”
ha sottolineato H.E. Hem Vanndy, Ministro dell’Industria, Scienza, Tecnologia e Innovazione della Cambogia.
La Cambogia propone così un’idea potente: un’AI al servizio dell’umanità, non viceversa.