La guida autonoma torna al centro della scena globale. La startup britannica Wayve, fondata nel 2017 e con sede nel Regno Unito, ha chiuso un round Series D da 1,2 miliardi di dollari, raggiungendo una valutazione di 8,6 miliardi e affermandosi come una delle realtà tecnologiche più preziose d’Europa.
A guidare l’operazione sono stati Eclipse, Balderton e SoftBank Vision Fund 2, con la partecipazione di attori strategici come Nvidia, Microsoft e Uber. Ma il dato più interessante è un altro: al round hanno aderito anche colossi dell’automotive come Mercedes-Benz, Nissan e Stellantis.
Un segnale chiaro: la corsa alla guida autonoma non è più solo terreno delle Big Tech, ma un campo di convergenza tra software, piattaforme digitali e industria automotive.
Il modello “anti-Tesla”: software, non veicoli
Wayve sviluppa software di guida autonoma basato su un framework definito AV2.0, un sistema di deep learning end-to-end che privilegia la percezione visiva tramite telecamere e modelli multimodali su larga scala, capace di apprendere direttamente dall’esperienza di guida reale.
L’obiettivo è ambizioso: ridurre la complessità hardware, abbattere i costi e rendere l’autonomia più scalabile nei contesti urbani complessi.
Se dal punto di vista tecnico il confronto con Tesla è inevitabile, sul piano strategico Wayve adotta un modello opposto.
Non costruisce veicoli.
Non opera direttamente flotte proprie.
Non sviluppa un sistema chiuso integrato verticalmente.
Wayve concede in licenza il proprio AI Driver alle case automobilistiche e alle piattaforme di mobilità.
Dal 2027, i consumatori potranno acquistare veicoli dotati del software Wayve, a partire da funzionalità L2+ “hands-off”. Nello stesso anno è previsto il lancio di robotaxi a Londra in collaborazione con Uber, con l’obiettivo di espandersi in oltre 10 mercati globali.
Un ecosistema aperto, dunque, in cui l’intelligenza artificiale diventa infrastruttura condivisa.
Il punto di svolta: 2026–2030
Secondo le analisi di settore, il 2026 potrebbe rappresentare un momento di accelerazione decisivo.
Il mercato delle auto a guida autonoma è stimato in oltre 220 miliardi di dollari nel 2026, con una proiezione verso i 656 miliardi entro il 2031 e un tasso di crescita annuo superiore al 24%.
La flotta globale di veicoli autonomi potrebbe decuplicare entro il 2030.
In questo scenario, la valutazione di Wayve non riflette solo lo stato attuale dell’azienda, ma l’aspettativa che i recenti progressi nei modelli di intelligenza artificiale abbiano riaperto una traiettoria di crescita che sembrava rallentata.