Dalla Stazione italiana Mario Zucchelli, situata nella Baia Terra Nova, i ricercatori hanno inviato droni capaci di resistere alle temperature estreme e di volare silenziosamente sopra le colonie di pinguini, raccogliendo immagini dettagliate senza disturbare gli animali. Questi dati visivi, elaborati dal supercomputer CRESCO dell’ENEA, si sono trasformati in ortofoto georeferenziate ad altissima risoluzione, riuscendo a distinguere adulti e pulcini con una precisione straordinaria: il 97% degli adulti e l’89% dei piccoli sono stati correttamente identificati.
L’elemento chiave del progetto è una rete neurale appositamente addestrata utilizzando oltre 400 immagini scattate in precedenti spedizioni, che mostrano oltre 3.000 esemplari. Questo ha permesso all’algoritmo di apprendere come distinguere autonomamente adulti e pulcini in diverse condizioni ambientali.
Questo approccio innovativo rappresenta un enorme passo avanti rispetto ai tradizionali metodi manuali, spesso invasivi e limitati. La tecnologia adottata da ENEA permette non solo di velocizzare e perfezionare la raccolta dati, ma anche di tutelare maggiormente la tranquillità degli animali.
Il prossimo obiettivo è integrare direttamente sui droni una versione leggera della rete neurale per l’elaborazione dei dati in tempo reale. Questo consentirebbe ai ricercatori di ricevere immediatamente informazioni preziose per lo studio dei cambiamenti climatici e degli ecosistemi fragili.
Tra i ghiacci dell’Antartide sta dunque emergendo un nuovo modo di osservare e proteggere la biodiversità, dove l’innovazione tecnologica è al servizio della natura, creando un dialogo silenzioso ma potente tra uomo e ambiente.