C’è un filo invisibile che unisce l’intelligenza delle macchine e la sensibilità umana. AdapTronics, startup nata come spin-off dell’Università di Bologna, lo ha trasformato in tecnologia: un film sottile, capace di rendere adesive le superfici grazie a forze elettrostatiche e di restituire ai robot una percezione tattile in tempo reale.
Un’innovazione che permette alle macchine di afferrare e manipolare gli oggetti con delicatezza, senza magneti né compressori, aprendo la strada a nuove applicazioni nell’automazione, nella logistica, nell’agritech e persino nello spazio.
Dietro il progetto c’è una visione semplice ma potente: insegnare alla tecnologia a “sentire”, non solo a funzionare. Un passo verso una robotica più empatica, capace di interagire con il mondo con la stessa finezza di un essere umano.
Alumna del programma ESA BIC Turin — promosso dalle agenzie spaziali europea e italiana — AdapTronics ha già raccolto oltre 1,3 milioni di euro tra grant e pre-seed e si prepara ora a chiudere un round seed da 3 milioni, con l’obiettivo di arrivare alla Serie A nel 2027.
Con questa intuizione, la startup italiana ha conquistato il 19° Italian Master Startup Award 2025, promosso da PNICube e I3P, confermandosi tra le realtà più promettenti della nuova impresa tecnologica italiana.