ABITARE IL MONDO

CARLO J. LAURORA

Viaggiatore e founder di SiVola

Lungo la Via della Seta come Marco Polo. E poi quel sogno chiamato Panamericana, dall’Alaska all’Antardide, senza aerei. Carlo J. Laurora ripercorre a bordo di Nowtilus alcune delle sue avventure più singolari, condividendo una filosofia di viaggio che è anche un mantra: provarci, sempre. Anche quando il biglietto di ritorno non c’è.

Carlo J. Laurora è un viaggiatore e co-founder della travel tech company SiVola. Popolare come travel creator sul web con il suo profilo Instagram @italianyes, ha percorso migliaia di chilometri via terra, dalla Via della Seta alla Panamericana. attraversando interi continenti senza mai prendere un aereo.

L’approccio del viaggiatore: il tuo è molto “backpacker”. Come nel 2018, quando hai percorso  la Via della Seta, dalla Cina a Roma, zaino in spalla. Quali paesi hai attraversato e che bagaglio di esperienze ti porti dietro?
Ho attraversato tutta la Cina da Shangai, l’Asia Centrale (Kirghizistan e Uzbekistan), il Mar Caspio, passando poi per la Turchia, senza prenderei aerei. Ci ho messo poco più di due mesi. È stato il mio primo vero “grande viaggio”. Quello era un periodo in cui cercavo di fare esperienze per mettermi alla prova. Quando parti senza un biglietto di ritorno cambia la percezione del tempo, che è più dilatato. Questo ti consente di viverti anche la quotidianità. Avendo attraversato tutta l’Asia, il percorso mi ha portato ad approcciarmi a diverse culture e stili di vita. Ho trovato accoglienza ovunque e non mi sono mai sentito in pericolo. Puoi varcare centinaia di confini, ma l’essere umano è sempre essere umano, ovunque vada. Spero che nel 2025 questi siano ormai concetti assodati!

Un’esperienza replicata nel 2022. Dall’Alaska all’Argentina, sulla panamericana, da solo, senza aerei. il più lungo road-trip del mondo. 28.000 km, attraversando 20 stati e almeno dieci ecosistemi diversi. Per scoprire quanto è grande il mondo bisogna rallentare?
Anche quello fu un viaggio personale, avevo bisogno di mettermi alla prova e di affrontare situazioni sfidanti. Questo è stato il motivo principale. La Panamericana è stato lo sfondo del mio viaggio, che non aveva finalità turistiche. Avevo passato un periodo difficile, come tutti, durante il Covid, e il fatto di rimettermi alla prova on the road, da solo, per tanto tempo, mi entusiasmava. Un “allenamento” per tornare a sentirmi a mio agio su tanti aspetti.

Da un punto di vista pragmatico, come si organizza un’avventura del genere?
Un viaggio del genere non puoi organizzarlo, a parte il volo di andata per arrivare in Alaska. Può succedere qualsiasi cosa. Avevo in testa un’idea della strada da fare, ma durante il viaggio ho cambiato percorso in più occasioni. Da un punto di vista organizzativo, quindi, c’è solo da mettere nello zaino tanto spirito di adattamento e partire.

Nella parte conclusiva del viaggio sei giunto a Ushuaia, capoluogo della Terra del Fuego, alla fine del mondo, e poi da lì ti sei imbarcato per Georgia del Sud e in Antartide. Luoghi remoti, esclusivi, quasi inaccessibili. Che paesaggi hai trovato?
Ho trovato forse la natura più bella e incontaminata che abbia mai visto da viaggiatore. È stato come girare un documentario. Parliamo di ecosistemi fragilissimi. Per chi ama la natura, arrivare in quei luoghi è un’emozione unica, quasi sacra. In particolare, per me, la Georgia del Sud rimane uno dei posti più belli mai visti, con quelle incredibili colonie di pinguini che abitano l’isola. Veri paradisi terrestri, che spero rimangano intatti il più a lungo possibile.

La Georgia del Sud rimane uno dei posti più belli mai visti, con quelle incredibili colonie di pinguini che abitano l’isola. Veri paradisi terrestri, che spero rimangano intatti il più a lungo possibile

Photo courtesy Instagram @italianyes

Qual è un paese che hai esplorato di recente e che ti ha sorpreso?
L’Etiopia. È stato un viaggio molto intenso, perché, oltre alle zone più turistiche, abbiamo inaspettatamente attraversato delle regioni in cui si stavano verificando degli scontri. Mi riferisco in particolare alla regione Amhara: ci siamo resi conto che qualcosa non andava perché tutti giravano per strada armati con fucili. Lì abbiamo scoperto che quella regione stava attraversando un momento di tensione altissimo. Fa parte del rischio di chi è sempre in giro per il mondo, ma il mio consiglio per chi leggerà questa intervista è quello di informarsi sempre preventivamente. Abbiamo visitato le tribù della Valle dell’Omo. Poi l’Amhara, regione bellissima ma purtroppo turbolenta. E la Dancalia: una delle aree meno ospitali del pianeta Terra, dove le temperature possono raggiungere livelli estremi, superando i 50 gradi, ma di una bellezza disarmante. Un viaggio da fare almeno una volta nella vita.

Abitare il mondo. Sempre con la valigia pronta sul letto…per poi scoprire, citando il tuo ultimo post sui social, che “le cose semplici sono in assoluto le cose migliori”.
Sì, ho capito col tempo che le cose che mi fanno stare bene sono le cose semplici. Lo so, sembra la scoperta dell’acqua calda! Ma in una società che ci porta a voler essere speciali a tutti i costi, ad essere dei fenomeni in qualsiasi ambito, è bene ricordarlo. Anche una giornata trascorsa stando tranquillo a casa, facendo la spesa, stendendo il bucato, preparando la cena, è una bellissima giornata. Non devo necessariamente imbarcarmi su una nave verso l’Antartide per sentirmi sereno. Quando riesci ad apprezzare la normalità sei ad un buon punto. Bisogna comunque avere ambizione. Seguire ciò che ci fa battere il cuore, infiammarsi per ciò che amiamo.

In una società che ci porta a voler essere speciali a tutti i costi, bisogna tornare ad apprezzare la normalità. Dopo aver girato il mondo, ho capito che le cose semplici sono in assoluto le cose migliori

Dal tuo osservatorio privilegiato di viaggiatore e imprenditore, cosa immagini nel futuro del settore travel?
Sinceramente? Non so dove sta andando il turismo. E a noi dei trend tecnologici come l’IA poco interessa. Posso dire dove continuiamo ad andare noi: verso la proposta di esperienze il più autentiche possibili. La finalità dei nostri tour è quella di fornire, a chi viaggia con noi, degli strumenti per comprendere determinate sfaccettature del mondo. C’è una dimensione “educativa” nel nostro prodotto ed è questa vision che non vogliamo snaturare, al di là dei numeri e dei trend. È lo stesso obiettivo dei miei primi viaggi di gruppo.

Cosa significa per te “innovazione”?
Per quello che è il mio stile di vita, innovarsi vuol dire muoversi, non stare fermi. L’innovazione è crescita. Deve avere un’accezione positiva.

Qual è un sogno che ancora non hai realizzato, ma continui a coltivare?
I sogni non si raccontano a nessuno finché non li hai realizzati. E poi, essendo un uomo del sud, sono anche molto scaramantico!

Puoi però spoilelarci un insegnamento che porti sempre con te e che vorresti condividere con i sognatori di domani?
La mia filosofia di vita: provarci. Sempre. Lo so, è banale, ma se mi viene in mente qualcosa che vorrei fare, al cento per cento ci provo. Nella mia vita, è capitato un paio di volte di lasciare delle ambizioni nel cassetto e ancora oggi me ne pento. L’importante è provarci! Poi, se non riesco nei miei intenti, non rimango ossessionato. Odio i rimpianti, non odio il fallimento.

Raccontiamo la potenza
del cambiamento. Insieme.

GET IN TOUCH AND BE INNOVATIVE

SEGUICI SU

Linkedin Linkedin Youtube Youtube Instagram-1 Instagram-1 Spotify Spotify

©Nowtilus Media – 2026 All rights reserved – P.IVA 11404090968

CHI SIAMO        |        INTERVISTE        |        NEWS        |        CONTATTI

Raccontiamo la potenza
del cambiamento. Insieme.

GET IN TOUCH AND BE INNOVATIVE

welcome@nowtilusmedia.it

SEGUICI SU

©Nowtilus Media – 2025 All rights reserved – P.IVA 11404090968

Cookie & Privacy Policy