Cosa immagini nel futuro del settore nature-tech? Quali trend intravedi dal tuo osservatorio?
Nel futuro del settore nature-tech, credo che la chiave sia la raccolta e l’analisi dei dati. La biodiversità e la natura sono concetti vasti e complessi, che spesso risultano difficili da comprendere e gestire. Per fare azioni concrete, è fondamentale avere dati precisi e affidabili. Quello che ci serve è una tecnologia che non solo raccolga questi dati, ma che li presenti in modo chiaro e comprensibile a chi deve prendere decisioni. Questo è, a mio parere, la grande sfida del nature-tech: riuscire a trasformare i dati in strumenti utili per supportare decisioni strategiche. Le soluzioni tecnologiche che arriveranno dovranno essere sempre più capaci di semplificare, visualizzare e interpretare la realtà della biodiversità, rendendo i concetti complessi più accessibili a chi ha il compito di proteggere e rigenerare l’ambiente. La tecnologia non è solo un mezzo per raccogliere dati, ma deve diventare un ponte tra la scienza e le azioni concrete a livello sociale e politico. Proprio per questo nasce la piattaforma di monitoraggio ambientale di XNatura: grazie all’utilizzo di tecnologie di intelligenza artificiale, sensori IoT, tecnologie satellitari e cloud computing, XNatura mira a digitalizzare la gestione di impatti e rischi su natura, biodiversità e clima.
Se dovessi raccontare a un bambino cos’è per te l’innovazione, cosa gli diresti?
L’innovazione, per me, non è solo tecnologia. Quando ho studiato Innovation Management all’università, ho imparato che l’innovazione non ha a che fare solo con le macchine o i computer. A volte, innovare significa anche guardare al passato, alla natura, e trovare soluzioni nuove per proteggerla. Per esempio, pensa agli insetti impollinatori: sono fondamentali per la natura, perché aiutano ad impollinare i fiori e a far crescere i frutti. Invece di pensare a robot che fanno il lavoro di questi insetti, possiamo innovare creando giardini fioriti che le accolgano e diano loro cibo. Questo è un esempio di nature-based solution, ovvero soluzioni che utilizzano la natura stessa per risolvere i nostri problemi, come la perdita di biodiversità. L’innovazione non significa solo costruire cose nuove, ma anche trovare soluzioni che ci aiutino a vivere in armonia con l’ambiente, per fare in modo che gli impollinatori possano continuare a vivere e a darci i loro servizi. A volte, innovare significa prendere qualcosa di vecchio, come la natura, e darle un nuovo significato, rendendo il nostro mondo più sano e in equilibrio.
Qual è un sogno che ancora non hai realizzato, ma continui a coltivare?
Il sogno che continuo a coltivare, come ogni divulgatore o persona che dedica la propria vita a sensibilizzare gli altri, è quello di arrivare al punto in cui non saremo più necessari. Sarebbe il sogno di vedere un mondo in cui la consapevolezza è talmente radicata in ogni individuo, in ogni comunità, che non c’è più bisogno di sensibilizzare perché tutti sanno, capiscono e agiscono in modo consapevole per il nostro ambiente. Quel momento in cui il cambiamento è talmente profondo da non dover più lottare per far capire l’importanza della biodiversità, ma dove è già parte integrante della quotidianità di tutti.