In che modo l’elaborazione intelligente dei dati in orbita può migliorare la tempestività delle analisi climatiche e supportare la protezione ambientale?
L’analisi dei dati direttamente in orbita permette di trasmettere a terra immagini già filtrate e “pronte all’uso”. Oggi il satellite, dopo aver fatto le foto, trasmette le foto grezze a terra e sta poi agli operatori selezionare, analizzare e “leggere” i dati da esse. Questo implica una serie di passaggi e di tempo di diversi giorni tra il momento della cattura e l’analisi del dato.
L’AI automatizza il processo e lo porta direttamente in orbita: in poche ore gli operatori hanno l’informazione pronta e finita.
Grazie ai dati raccolti dall’orbita terrestre è possibile monitorare fenomeni che incidono direttamente sulla vita quotidiana: rilevare incendi e alluvioni in tempo reale, seguire lo stato delle coltivazioni anche in condizioni di siccità per ottimizzare l’uso dell’acqua ed evitare sprechi, tracciare il traffico marittimo, individuare fuoriuscite di petrolio e altri inquinanti, controllare la qualità dell’aria e dell’acqua.
Le tecnologie di Earth Observation supportano anche la pianificazione urbana, l’identificazione di abusi edilizi, il monitoraggio di spazi verdi e la mappatura di infrastrutture e risorse energetiche. Le soluzioni onboard migliorano la reattività in caso di emergenza, aumentano l’efficienza operativa e garantiscono continuità del servizio, rendendo l’osservazione della Terra uno strumento centrale per la protezione ambientale e la gestione intelligente delle risorse.
Aiko sta lavorando anche su soluzioni legate all’emergenza dei detriti spaziali. Che ruolo può avere l’IA nella gestione di questa criticità?
L’emergenza dei detriti spaziali è una delle sfide più critiche per l’ecosistema orbitale. Con oltre 40.000 oggetti tracciati e milioni di frammenti non monitorati, prevenzione e reattività sono essenziali. L’IA permette ai satelliti di comprendere il proprio ambiente, valutare i rischi di collisione e intervenire in tempo reale.
Attraverso progetti come SafetySat, CASK e SARA, AIKO trasforma i satelliti da oggetti passivi a sistemi autonomi intelligenti. SafetySat protegge da attacchi informatici e anomalie operative; CASK gestisce autonomamente la prevenzione delle collisioni e il mantenimento dell’orbita; SARA consente ai CubeSat di evitare detriti senza intervento da Terra.
Integrate con piattaforme di Space Situational Awareness e sistemi di supporto a terra, queste soluzioni aumentano autonomia, resilienza e sicurezza, riducendo la formazione di nuovi detriti e aprendo la strada a future missioni di ispezione e rimozione. L’obiettivo è costruire un ecosistema orbitale sostenibile e collaborativo, in cui ogni satellite contribuisce alla protezione dello spazio.
Con ULS (Universal Locomotion System) portate l’IA anche sulla superficie lunare. Questo tipo di tecnologia sarà fondamentale per le future missioni di esplorazione e permanenza sulla Luna?
Sì, perché le future missioni lunari richiederanno rover in grado di operare in ambienti sconosciuti e mutevoli senza dipendere dal controllo costante da Terra. Dotati di intelligenza artificiale, questi veicoli potranno analizzare in tempo reale le caratteristiche del terreno e scegliere autonomamente il percorso più sicuro ed efficiente.
ULS è un sistema modulare per robot mobili, come rover e droni, che integra sospensioni attive per adattarsi al suolo e sensori per comprendere l’ambiente circostante. Il contributo di AIKO riguarda lo sviluppo di un payload AI di bordo per la segmentazione del terreno e la navigazione autonoma, oltre al supporto nell’integrazione e nei test dell’AI embedded nei prototipi, con particolare attenzione alle applicazioni di edge AI in contesti con risorse computazionali limitate.
Queste capacità aumentano autonomia, sicurezza ed efficacia operativa, rendendo possibile una presenza più stabile e sostenibile sulla superficie lunare.