Anche questa estate è scattato l’allarme siccità. Sappiamo bene quanto l’acqua sia una risorsa preziosa, ma sempre più scarsa e costosa. In che modo l’AI può contribuire a evitare gli sprechi e, in generale, a supportare la transizione ecologica dei sistemi agroalimentari?
Dal punto di vista del risparmio idrico, l’intelligenza artificiale è un valore aggiunto fondamentale nei nostri software brevettati, perché ci consente di far risparmiare fino al 50% dell’acqua che normalmente viene utilizzata, in assoluta sicurezza per la coltura.
Detto questo, quello della sostenibilità è un tema complesso e a mio parere non può essere lasciato soltanto in mano agli agricoltori. La FAO stima che il 70% dell’acqua dolce disponibile nel mondo venga utilizzata per l’irrigazione e la produzione agricola. Ma di questo 70% se ne sprecano circa due terzi. Questo significa che abbiamo circa il 45% di tutta l’acqua che viene usata nel mondo che possiamo cercare di recuperare. Soprattutto in un contesto di siccità, come quello attuale, diventa cruciale un uso efficiente e sostenibile delle risorse idriche nel settore agricolo.
Nonostante le soluzioni di agricoltura 4.0 siano passate da un indotto di 100 milioni nel 2017 agli attuali 2,3 mld di euro, in Italia, solo l’8% delle aziende agricole è digitalmente maturo. Come ti spieghi questi numeri? Servono maggiori sforzi e investimenti anche nella divulgazione?
L’8% di aziende agricole che cominciano ad essere digitalizzate con sistemi 4.0 rappresenta ovviamente quelle a maggiore fatturato. Per quella che è la nostra esperienza, abbiamo sempre cercato e cerchiamo continuamente di coinvolgere anche e soprattutto le piccole e medie aziende agricole.
Tuttavia, di fatto, quelli che ci seguono sono i grandi clienti che hanno già la sensibilità per capire questo vantaggio e che hanno anche una disponibilità economica per fare degli investimenti, che sono abbastanza contenuti in realtà.
Aumentare la sensibilizzazione su questi temi va benissimo, ma si rimane nell’aspettativa di un risultato “puntiforme” (una fattoria qui, una lì, mai un intero territorio). A mio parere, è il settore pubblico che deve, in qualche modo, coordinare i progetti e mettere le aziende nelle condizioni per investire in sicurezza.