Francesca Failoni

I PIONIERI DEL MINING MADE IN ITALY

FRANCESCA FAILONI

CFO e co-founder di Alps Blockchain

È partito dall’Italia il nuovo paradigma del mining digitale. Alps Blockchain, con le sue innovative mining farm, integra energia idroelettrica e tecnologia blockchain, creando un percorso di crescita sinergica che genera potenza di calcolo valorizzando risorse rinnovabili spesso sottoutilizzate. Un approccio pionieristico che sta conquistando i mercati globali.

 Laureata in Economia e Management presso l’Università degli Studi di Trento, Francesca Failoni è Chief Financial Officer e co-fondatrice di Alps Blockchain, azienda tecnologica italiana con presenza globale, specializzata nella generazione di potenza di calcolo per il digital mining.

Se dovessi riassumere Alps Blockchain in tre parole chiave, quali sceglieresti e perché?

Infrastruttura, perché siamo un operatore infrastrutturale: creiamo data center, la base fisica per far funzionare questa tecnologia.

Innovazione, parola che si collega a efficienza, nel senso che i nostri data center sono tra i più efficienti al mondo. Nello specifico, sono i secondi più efficienti al mondo e questo è reso possibile da investimenti mirati ma anche da una costante ricerca dell’innovazione del sito e di tutto l’impianto.

La terza parola è economia circolare, nel senso che cerchiamo di creare progetti che abbraccino il mondo energetico e il mondo tecnologico.

Qual è la sfida più difficile che avete dovuto affrontare in questo percorso?

La sfida affrontata durante la pandemia, perché in quegli anni si è creato un problema a livello energetico in Europa, con i prezzi saliti alle stelle, fino a dieci volte tanto rispetto a qualche mese prima. Abbiamo quindi dovuto capire come reinventare il nostro business model espandendolo all’estero, questo ha poi portato alla nostra internazionalizzazione. Sempre in quegli anni si è verificato un problema a livello di approvvigionamento, in particolare nella produzione dei chip, che ha portato il nostro fornitore a cambiare completamente le politiche di vendita.

Prima potevamo fare ordini spot quando ne avevamo bisogno. Da un giorno all’altro, ad aprile, ci hanno comunicato la necessità di fare ordini di forniture annuali con volumi prestabiliti.

L’anno prima avevamo fatturato 1 milione, l’ordine minimo richiesto era di 25 milioni. Questo inconveniente ha completamente cambiato la sorte della nostra società, perché i nostri clienti, i nostri produttori, hanno creduto in noi versandoci degli anticipi. Siamo riusciti così a fare l’ordine e questo effettivamente ci ha dato un po’ la spinta, perché eravamo gli unici in Europa ad avere le macchine in quel periodo. Abbiamo dovuto ristrutturare la società e fare entrare nuovi soci, alzare l’asticella, sicuramente non è stato facile.

Tra i data center Alps Blockchain in Oman

Dalle sfide del passato alle ambizioni per il futuro: quali traguardi vi siete posti per i prossimi anni?

L’obiettivo di Alps è diventare sempre di più un’azienda globale, quindi costruire nuovi impianti in tutto il mondo, sempre con la logica che abbiamo alla base.  E questa è una grande sfida per i prossimi anni, perché ogni impianto è una sfida a sé, ogni stato è una sfida a sé.

In secondo luogo, quello a cui stiamo iniziando a valutare ulteriori operazioni a livello di capitale, pubbliche o private. Cambiando i volumi della società cambiano anche le fonti di finanziamento, quindi questa sarà anche la seconda grande sfida dei prossimi anni: finanziare e gestire concretamente questa espansione globale.

Oggi c’è tanto hype sull’intelligenza artificiale, si parla un po’ meno di blockchain che rimane una tecnologia fondamentale utilizzata in maniera sempre più estensiva. Qual è il suo impatto nella nostra quotidianità? Ci sono dei trend che ancora non vediamo?

Sicuramente non sembra, perché magari non ce ne accorgiamo nella vita di tutti i giorni, ma pian piano la blockchain viene applicata sempre di più. In primis a livello finanziario: negli ultimi anni sono stati creati degli ETF sulle cripto e questo vuol dire portare nel mondo finanziario tradizionale una tecnologia che fino a qualche anno fa era vista come negativa, il che significa portare anche degli investimenti e volumi di mercato importanti e di conseguenza anche la necessità di una regolamentazione normativa.

Alcuni Stati si stanno inoltre aprendo a queste nuove tecnologie per risolvere dei problemi a livello finanziario, come il Salvador e la Bolivia. Quando ci sono dei problemi a sul piano monetario, l’utilizzo della blockchain può essere una soluzione. Questo lo vedo come un trend a livello finanziario e a livello statale.

C’è poi tutta la parte di applicativi e che vengono utilizzati ancora oggi e che verranno sempre più utilizzati: supply chain e notarizzazione.

Secondo me finalmente si sta facendo un po’ di scrematura, nel senso che inizialmente, quando c’era hype, tutto doveva essere tracciato su blockchain, anche quello che non aveva senso di essere tracciato, finalmente oggi si inizia a lavorare solo su quello che effettivamente porta un valore. Ma parliamo di un valore importante, non a caso si vede l’utilizzo a livello tecnologico della blockchain nell’ambito industriale.

Magari non ce ne accorgiamo nella vita di tutti i giorni, ma la blockchain viene applicata sempre di più. In primis a livello finanziario, passando per la supply chain, la notarizzazione e l’ambito industriale

Il modello innovativo descritto, che unisce tecnologia e fonti energetiche rinnovabili, si può applicare anche ai data center dell’intelligenza artificiale?

Assolutamente sì, infatti la visione di Alps è quella di essere un operatore infrastrutturale: noi andiamo a risolvere dei problemi energetici creando datacenter, per ora questi datacenter sono dedicati al mondo blockchain perché è il nostro know-how specifico. Però in futuro siamo assolutamente aperti a valutare altri tipi di datacenter perché in alcuni paesi in cui siamo ci sono le caratteristiche tecnologiche del sito per cui funzionerebbe anche un datacenter AI. Quindi sì, ponendoci noi uno step prima, proprio come operatore infrastrutturale, siamo assolutamente aperti a quello che può essere il mondo AI.

Quali competenze consideri indispensabili oggi per guidare un’impresa tech in rapida crescita come la vostra?

La prima è il problem solving. Una società nasce e si sviluppa ogni giorno, in un mondo così tecnologico ancora di più, e quindi bisogna essere pronti ogni giorno a capire come risolvere i problemi. Questo si collega all’importanza della resilienza: si affrontano sfide tutti i giorni e saperle gestire e affrontare nel modo corretto è sicuramente una qualità molto importante.

C’è poi l’empatia nella gestione del team. Siamo un team piccolo che guida un’azienda che ormai inizia ad essere grande: nel primo semestre di quest’anno abbiamo superato 100 milioni di fatturato. Questo vuol dire riuscire a valorizzare ogni persona che c’è in questa azienda e valorizzare l’enorme lavoro che fa tutti i giorni nel passaggio da startup ad azienda. Saper costruire e valorizzare un team è una qualità fondamentale.

Alps Blockchain | USA

Tu e Francesco siete un brillante esempio di giovani imprenditori e innovatori. Che consiglio dareste ai giovani che sognano di lanciare una startup?

Sicuramente quando si lancia una startup c’è molta voglia di costruire qualcosa, molta euforia. In quel momento, secondo me bisogna non commettere l’errore di mettere su un team nato solo dall’entusiasmo, ma costruire un gruppo in cui ogni persona effettivamente porta un valore aggiunto e nella parte di management di quel team ci deve essere un assoluto allineamento di visioni e obiettivi. Le cose non andranno sempre bene nella storia di una società e ci saranno dei momenti in cui si dovranno prendere delle scelte importanti: se la visione e gli obiettivi sono allineati è molto facile riuscire a convergere in una scelta e fare la scelta giusta. Se così non è, ci sarà un momento in cui i nodi verranno al pettine. Quindi il primo consiglio è quello di fare un lavoro a livello di visioni e obiettivi aziendali con le persone con cui si inizia un percorso di questo tipo.

Il secondo è di combattere ogni giorno, perché non è facile. Ci sono diversi momenti in cui effettivamente mi dico: ma chi me lo fa fare? Sono giovane e magari ho rinunciato ad alcuni momenti di spensieratezza, tempo libero, cavolate con gli amici…Però poi ci sono tantissime soddisfazioni! Bisogna effettivamente volerlo e amare quello che si fa altrimenti è meglio non iniziare.

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