Spesso si dice che chi guarda la Terra dallo spazio ne esce cambiato. Anche chi vive esperienze “aeree” intense – come voli parabolici o edge-of-space – prova qualcosa di simile?
Sì, credo di sì. Anche senza arrivare letteralmente nello spazio, certe esperienze ti cambiano la prospettiva. Guardare la Terra dall’alto, anche solo per pochi minuti, ti fa capire quanto siamo piccoli rispetto al tutto, ma anche quanto siamo parte di un equilibrio meraviglioso. Non serve per forza attraversare l’atmosfera per sentire quella connessione: basta guardare il mondo da un punto di vista nuovo.
Quali partnership o progetti futuri vi entusiasmano di più? Pensate a collaborazioni con compagnie di space travel?
Sì, stiamo già lavorando con partner molto interessanti. Abbiamo stretto una collaborazione con Zephalto, che offre voli in mongolfiera ad alta quota, e con ZeroG, l’azienda americana che organizza esperienze di volo in microgravità in Florida e in altri Stati USA. Accanto a queste realtà, stiamo ampliando la rete con centri di skydiving e strutture specializzate in voli panoramici in mongolfiera ed elicottero, spesso arricchiti da percorsi enogastronomici o itinerari dedicati alla scoperta del territorio. L’obiettivo è creare un ecosistema completo di esperienze, che unisca turismo, formazione e scoperta.
E tutto questo non lo faccio da sola: nel 2022 si è formato il team attuale di Wanderflare, con Alessandro Gessa (CTO), Giuseppina Salone (CMO) e Martina Mulas (Marketing Specialist e Social Media Manager). Siamo in quattro, con competenze diverse ma la stessa visione: trasformare il sogno dello spazio in una realtà accessibile, sicura e sostenibile.
Da imprenditrice, come vedi l’evoluzione del settore nei prossimi dieci anni?
I numeri sono molto promettenti. Tutto il comparto spaziale, dai satelliti al turismo, è in crescita costante e attrae investimenti sempre più consistenti. Ma la verità è che il turismo spaziale è ancora una frontiera inesplorata: non ci sono competitor diretti, e questo può essere sia un vantaggio che una sfida. Come startup, è stimolante ma anche incerto: quando sei la prima, non puoi contare su un modello già collaudato. Credo però che nei prossimi dieci anni vedremo una normalizzazione dell’esperienza, come è successo per l’aviazione civile. E noi vogliamo far parte di quella transizione, con un’attenzione costante alla sostenibilità: ad esempio, stiamo già promuovendo esperienze carbon free, come i voli in mongolfiera ad alta quota che non generano emissioni.