Aura System si basa su soluzioni biotecnologiche che consentono di filtrare l’aria attraverso le piante. Come funziona questo mix fra natura e tecnologia?
Abbiamo ingegnerizzato una parete verde che non ha solo una funzione estetica, ma diventa un vero e proprio sistema attivo di purificazione e raffrescamento dell’aria. Il cuore della nostra tecnologia è il terriccio ed è lì che sta anche il nostro brevetto.
Si tratta di un substrato altamente poroso, composto per circa il 90% da materiali di scarto. L’aria viene aspirata e fatta passare attraverso questo terriccio, che funziona come un biofiltro: gli inquinanti vengono catturati, resi disponibili alle radici delle piante e in parte eliminati grazie al ciclo dell’acqua. Le piante assorbono molti di questi composti, alcuni dei quali sono addirittura nutrienti. Il sistema si autorigenera e richiede solo una manutenzione estetica. Inoltre, poiché l’aria passa attraverso un substrato umido, viene anche raffrescata naturalmente di circa 4°C. È una collaborazione continua tra tecnologia, processi biologici e design.
In contesti urbani sempre più densi e inquinati, quanto è importante riportare elementi di natura viva negli ambienti indoor per migliorare la qualità dell’abitare?
È fondamentale. Il concetto di biofilia – l’attrazione innata dell’essere umano verso la natura – oggi è supportato anche dalla ricerca scientifica. L’aria che esce dai nostri sistemi è “naturalizzata”: contiene composti organici volatili naturali, gli stessi che troviamo nei boschi o nei parchi. Questi composti hanno effetti concreti: migliorano la concentrazione, riducono la sonnolenza legata all’eccesso di CO₂, alleviano fastidi agli occhi e alla gola e contribuiscono a un maggiore benessere psicofisico.
In città molto inquinate come Milano, Torino o Brescia, soluzioni indoor di questo tipo non sono più un vezzo estetico, ma una necessità.